Come scrivere una tesi di laurea

Che cosa è una tesi compilativa?

La tesi compilativa è una raccolta di riflessioni teoriche su un tema prescelto, oppure l’esposizione dei risultati di una ricerca empirica in tutto o in parte condotta dal laureando. Solitamente la tesi compilativa si usa per le lauree triennali, nonostante la relativa semplicità rispetto alle tesi sperimentali, se scritta bene, è comunque un lavoro di tutto rispetto.

Come si procede alla sua elaborazione?

Il primo passo da fare è la scelta dell’argomento, ma non è secondario neppure considerare la scelta del docente, infatti, se l’argomento che preferite viene trattato da un docente con cui non entrate in sintonia, il lavoro ne risente, sia per l’allungamento dei tempi che per lo scoraggiamento che ne deriva.
La stesura, infatti, procede meglio se siete ben guidati ed emotivamente sereni.
Ritorniamo alla scelta dell’argomento, un altro aspetto che si deve tenere in considerazione è la reperibiltà del materiale, se non avete molto tempo a disposizione vi conviene scegliere un argomento ricco di fonti facilmente reperibili. Il punto di partenza è rappresentato dalla bibliografia (per avere un’idea di come si redige una bibliografia guardate quella presente nei libri specialistici) la bibliografia permette di delineare l’argomento e definire l’ossatura dell’argomento. I libri, le riviste o le fonti in genere che consulterete, infatti, rappresentano la materia della vostra tesi, ossia ciò di cui scriverete.

Come fare a scegliere tra tanti libri? Quali scegliere?

Oggi consultare i cataloghi delle biblioteche è molto semplice grazie al sistema informatizzato che permette di accedere ai cataloghi online. Un primo passo per orientarsi è rappresentato dalle date, se state scrivendo la vostra tesi nel 2012 non è opportuno presentare una bibliografia il cui libro più recente si ferma ad esempio al 1980, ( a meno che da quella data non è stato più scritto nulla sull’argomento), la bibliografia deve essere attuale, senza tuttavia tralasciare le fonti autorevoli dell’argomento. E’ consigliabile verificare che il professore che segue la vostra tesi abbia scritto qualcosa sull’argomento e, nel caso, citarlo in bibliografia.
In una prima fase del lavoro bibliografico cercate di ottenere una gran quantità di materiale, a meno che il vostro professore non vi abbia già dato delle indicazioni precise al riguardo, la selezione avviene in un secondo momento.

Come si consultano i libri che avete selezionato in un primo momento?

Ovviamente non dovete leggerli tutti dalla prima all’ultima pagina, di un libro può darsi che vi servirà solo un capitolo, un paragrafo, o solo una citazione, per prima cosa, quindi, occorre controllare l’indice. Non tralasciate poi di leggere la bibliografia, se un libro sull’argomento è autorevole, infatti, non mancherà di essere citato in più bibliografia e voi non commetterete certo l’errore di tralasciarlo.
Una volta selezionato e ottenuto tutto il vostro materiale- non esitate a ricorrere anche al prestito interuniversitario e usate i vostri contatti su social network, potrebbero tornarvi utili- procedete alla stesura di una scaletta sul modo in cui organizzerete l’esposizione dell’argomento della vostra tesi. Dapprima pensate alle macroaree, vale a dire ai capitoli, poi pensate a come suddividere ciascun capitolo titolando i paragrafi. Non dimenticate che, pur essendo un tesi compilativa, è richiesto un vostro punto di vista, quindi, fate attenzione a non rendere la tesi una sorta di riassunto acritico, ma argomentate le questioni poste. L’argomentazione, infatti, non deve essere affidata solo alla parte iniziale ossia l’introduzione o alla parte finale: la conclusione, ma dovete cercare di inserire delle tracce che indicano la direzione del lavoro, ossia l’obiettivo che vi siete posto nella trattazione dell’argomento. a proposito dell’introduzione, è bene sapere ch questa va scritta quando si è concluso il lavoro, perché essa deline tutto il percorso della trattazione, che non potete conoscere prima di averlo elaborato. La conclusione, infine, deve riprendere la dimostrazione del raggiungimento dell’obiettivo e, in linea di massima, deve essere più breve dell’introduzione.